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VILLAGGIO RIBERI

Progetto di risanamento conservativo dell’ex ospedale militare Riberi e conversione in villaggio media per i XX Giochi Olimpici Invernali a Torino

Committente
Agenzia per lo svolgimento dei XX giochi olimpici invernali “Torino 2006”

Località
TORINO

Gruppo progettazione
ATP Capogruppo Sintecna s.r.l. - Studio Pession Ass., Arch. Michela Lageard (Base engineering s.r.l.) - Sintecna s.r.l. - Dott. Arch. L. Dionigio - E. L. Engineering, Golden Associates s.r.l., Dott. Ing. G. Gonnet - Impro s.r.l.- Dott. Arch. M.P. Orsini - Tetrastudio Architetti Associati

Svolgimento servizio
2003 - 2006

Importo lavori
23.232.223,11 €

Superficie
33.143 mqi


Il progetto ha riguardato la trasformazione di un ospedale militare in villaggio per giornalisti in occasione dei XX Giochi Olimpici Invernali Torino 2006. Il nuovo complesso, assimilabile ad un albergo a tre stelle per 1013 posti letto, dopo le Olimpiadi, è destinato a residenza per gli allievi della Scuola di Applicazione dell’Esercito.

L’ospedale Militare “A. Riberi” (vincolato ai sensi dl D.Lgs. 42/2004) è un vasto complesso di impianto unitario, sorto negli anni 1910-1920, in un’area che si configurava allora come espansione della città e che avrebbe assunto, negli anni a venire, una forte valenza residenziale: l’ospedale si definisce tipologicamente come un sistema a corte aperta rettangolare, costruito attorno alla piazza centrale sistemata a giardino, limitato sui due lati nord e sud da edifici affacciati di testata. Si compone di padiglioni isolati collegati mediante una galleria vetrata.

L’ospedale militare ha perso, con il passare degli anni, la sua funzione originaria e, con essa, sono stati progressivamente dismessi e lasciati in stato di abbandono alcuni padiglioni, mentre altri hanno subito pesanti rimaneggiamenti. Il recupero si è basato sul principio di conservazione nel rispetto della condizione originaria: la prima scelta progettuale è stata quella di riproporre i percorsi originari di accesso: nel piano terreno della palazzina comando è stata dunque collocata l’accoglienza e, attraverso il camminamento coperto della galleria, si consente l’accesso alle stanze dei padiglioni che vi si attestano.

Il padiglione di testa, opposto alla palazzina di comando, è la zona comune, mentre la galleria, opportunamente recuperata, è la piazza coperta (agorà) concepita come luogo di incontro. La seconda scelta progettuale è stata quella di recupe rare e rifunzionalizzare come spazi vivibili.

Foto © Gianfranco Roselli